Che cosa vuol dire oggi descrivere un luogo, raccontare una città?
Ora non siamo più costretti a viaggiare. Viviamo in un mondo che si muove sulle immagini: anche il villaggio più sperduto al mondo è stato fotografato decine di volte ed è “visitabile” al costo di una piccola ricerca su Google. Ma non basta.
Ilaria Beltramme
9 ore
Quante volte è capitato di leggere un romanzo e ritrovarsi ammaliati da dialoghi, scene, intrecci della trama, colpi di scena, escamotage narrativi. Mentre si è lì a godere di una scrittura sopraffina e di pagine elegantissime, il protagonista arriva in una nuova città, entra in un museo, svolta in un vicolo, si sofferma sulla bellezza di un panorama, o si trova al cospetto di una cattedrale gotica. E a quel punto l’entusiasmo svanisce, il libro si spegne, il racconto muore. Che cosa è successo all’autore? Nove volte su dieci – concentrato sullo sforzo narrativo – si è dimenticato di mettere lo stesso impegno nella descrizione di un luogo. In altre parole, ha letto di questa nuova città su Internet; ha descritto un panorama che non ha mai visto (o li ha descritti tutti e quindi nessuno); ha studiato la cattedrale gotica su Wikipedia.
La sua scrittura, quindi, non gli appartiene più, e il risultato finale è come un coro con due voci dissonanti. Stonate.
Seppure non è vostra intenzione specializzarvi in letteratura di viaggio o guide turistiche, le città, i luoghi storici, le bellezze di un territorio entrano spesso fra le pagine dei romanzi. Anche in contesti puramente narrativi, hanno un’importanza determinante per la tensione e la riuscita di un testo.
Con questo seminario di Ilaria Beltramme vogliamo fare il punto sulle tecniche proprie per descrivere le città e i loro angoli più belli senza cadere nel “soprintendismo” (cioè la tipica scheda turistica delle soprintendenze) e nelle frasi fatte, che se sono il nemico numero uno della narrativa, nella descrizione di un luogo rappresentano una malattia mortale, da evitare a ogni costo.
Nelle ore che trascorreremo insieme proveremo a far chiarezza su questo aspetto della scrittura e – incidentalmente – a parlare di un mondo, quello della Varia, che può offrire occasioni di lavoro ottime per trasformare il piacere di scrivere in un mestiere vero e proprio.
Il seminario, della durata di 9 ore, è fruibile in qualsiasi momento su questa piattaforma.
PROGRAMMA
1) La mia esperienza di scrittrice “romanista”
Il giornalismo di viaggio
L’incontro con un progetto (la mia “mission”: essere una Vestale)
L’incontro con l’editore/i (pro e contro)
Dopo 10 anni di libri su Roma, come continuare a celebrarla oltre la scrittura?
2) Raccontare i luoghi
Sopralluoghi
Nell’impossibilità del sopralluogo, lo studio (le fonti).
Descrivere il presente, raccontarne la storia.
Descrivere senza descrivere (l’importanza di far percepire un luogo nella sua essenza)
L’ego dello scrittore (uso della prima persona, diari di viaggio)
Le parole proibite (luoghi comuni e frasi fatte)
Progettare una guida, un libro “per turisti” (rigore delle informazioni e scrittura piacevole)
La scrittura, la rilettura, l’editing.
3) Fare pratica
Esercitazione: Luoghi mai visti e luoghi del cuore.
Commento e correzione di alcune delle prove degli studenti.
4) Il magico mondo della Varia
Che cos’è il settore della varia e come destreggiarsi per cominciare a guadagnare con manualistica e libri borderline.
Lo stato dell’arte del giornalismo “di viaggio”.
5) Domande, approfondimenti, chiarimenti.
Come si scrive una Grande Storia
Tu hai le domande. Noi, forse, le risposte